Jodel: la rinascita di una tradizione
Lo jodel si reinventa
Lo jodel non è solo un mix di abiti tipici, corni alpini e paesaggi montani, ma una pratica in evoluzione. Questa tecnica vocale tradizionale sta vivendo una vera e propria rinascita, non solo nei club di jodel, ma anche tra i giovani nei cori moderni.
Riconosciuto nel 2025 dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale, il tradizionale jodel svizzero brilla di nuova luce. Influenze e correnti moderne fanno sì che questa usanza si evolva costantemente; eppure lo jodel rimane profondamente radicato nella cultura elvetica e unisce generazioni come quasi nessun’altra tradizione.
Molto più di un richiamo dai monti: origini e storia dello jodel
Lo jodel è caratterizzato dalla rapida e abile alternanza tra registro di petto e registro di testa. Originariamente questa particolare tecnica vocale serviva, tra le altre cose, a comunicare a grandi distanze, ad esempio da un’alpe all’altra attraverso le valli. Diverse forme di jodel come tecnica di segnalazione erano e sono tuttora presenti non solo nelle regioni alpine, ma anche in Africa, in Asia, nelle Highland scozzesi o nei Pirenei. Nel corso del XX secolo, la Svizzera si è sviluppata fino a diventare uno dei centri più importanti della tradizione di questo canto, a cui ha contribuito in modo significativo anche la fondazione dell’Associazione federale di jodel nel 1910. L’Associazione riunisce oggi su tutto il territorio nazionale ca. 12’000 jodler attivi in oltre 700 gruppi, formazioni e cori, di cui fanno parte anche sbandieratori e suonatori di corni alpini. Si stima che in Svizzera ci siano addirittura circa 20’000 jodler attivi. In Svizzera si distingue tra jodel naturale – l’originario richiamo del pastore senza testo – e il canto jodel con un testo in tre strofe e un ritornello di jodel.
Una ventata di aria fresca per una tradizione viva
Il fatto che lo jodel susciti emozioni e interesse anche al giorno d’oggi è dimostrato da molti nuovi progetti e interpretazioni. I giovani jodler associano i suoni tradizionali con altri stili musicali come il pop, il jazz, il rap o la musica popolare e sperimentano nuovi formati di concerti. Anche i testi di jodel scritti da una nuova prospettiva sono sempre più apprezzati, come ad esempio quelli del primo coro di jodel femminista «Echo vom Eierstock». Le jodler riprendono canti tradizionali di jodel, in cui gli uomini venivano dipinti come «veri uomini» e le donne come «madri amorevoli», e cercano di trasporre i testi ai giorni nostri con un pizzico di ironia. I temi spaziano dalla diversità e dalla parità di diritti ai cambiamenti sociali nel proprio Paese. Il contrasto tra ciò che è ormai radicato e questa ventata di aria fresca è forte e le forme moderne di jodel non riscuotono sempre consenso. Ciononostante, l’evoluzione dimostra che lo jodel sa reinventarsi continuamente ed entusiasma ancora oggi esponenti di tutte le generazioni.
Come muovere i primi passi nel mondo dello jodel
Chi desidera cimentarsi con lo jodel nel tempo libero non ha bisogno né di una formazione canora né di anni di esperienza. Ciò che conta molto di più è il piacere di cantare, la pazienza e la volontà di aprirsi a una tecnica insolita. Il modo più semplice per iniziare è unirsi a uno dei numerosi club di jodel o partecipare a un corso per principianti. All’inizio si impara la corretta tecnica di respirazione e il passaggio da un registro vocale all’altro. Molti club offrono anche serate di orientamento senza impegno. Chi desidera coltivare questo spirito di comunità può trovare sul sito dell’Associazione federale di jodel tutti gli eventi in programma sul tema dello jodel per stringere i primi contatti.