Una retrospettiva della moda con Clifford Lilley

La moda degli ultimi 100 anni - cosa si indossava una volta Parte 1

La moda è sempre in fermento. Ed è proprio ciò che la rende così interessante per gli appassionati di moda. Molte tendenze vanno e vengono, alcune rimangono e altre non durano neppure un’estate. Ripercorrete le epoche della moda con noi.

Foto: Izabela Arsovska-Braukmann

Anche se non ci si interessa al «dernier cri», ossia all’ultimo grido, ripercorrere le principali tappe della moda è decisamente emozionante, perché ci si rituffa nello spirito di epoche diverse. Basti pensare ad esempio agli abiti da cocktail dei primi anni venti o agli outfit selvaggi ed esuberanti degli anni sessanta. Consumo ha parlato con l’esperto di moda e stilista Clifford Lilley dei capi imprescindibili degli ultimi 100 anni.

Gli anni ‘20 sono sinonimo di donne sicure di sé, in stile androgino, con pantaloni Marlène o abito Charleston. Gli uomini indossavano i pantaloni a zampa d’elefante. Clifford, cosa le viene in mente quando pensa agli anni ‘20?

Ho davanti agli occhi una società ricca ed eccentrica, come ne «Il Grande Gatsby»: feste decadenti, glamour, i look giovanili delle donne con i capelli corti. Le persone ballavano, celebravano la vita, si godevano la ripresa sociale, anche se non tutti se la passavano bene, naturalmente. Ma gli anni venti d’oro furono chiaramente il momento culminante del secolo scorso. Poi le cose sono precipitate: crollo della borsa, prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale, povertà, terrore...

Negli anni ‘30 si sono riscoperte le forme femminili, si indossavano abiti lunghi fino al polpaccio, di solito con un ampio orlo a campana. Volant, maniche a sbuffo o cosa le viene in mente quando ricorda gli anni ‘30?

Soprattutto, la silhouette più rigida. C’era un certo codice di abbigliamento, non si era più così liberi, in qualche modo si era ingabbiati, ci si vestiva in modo uniforme. Una moda molto conservatrice, in realtà un passo indietro nell’evoluzione della moda.

Spalle in evidenza, top a collo alto: sono gli anni ‘40. È anche il suo ricordo?

Negli anni ‘40, molte donne lavoravano, gli abiti dovevano essere pratici e il materiale era scarso. Le gonne arrivavano sotto il ginocchio, erano conservative e classiche, il guardaroba doveva essere ordinato e pulito, non c’era spazio per le raffinatezze della moda.

Foto: Izabela Arsovska-Braukmann

Abiti rockabilly o gonne a tubino attillate. E non si usciva mai di casa senza cappello. Come ha vissuto gli anni ‘50?

Sono nato negli anni ‘50, un’epoca entusiasmante. Per me gli anni ‘50 sono sottovesti, polka dot e jeans, jeans, jeans. I ragazzi assomigliavano tutti a James Dean: giacca di pelle, stivali o chucks. Calzini bianchi con pantaloni scuri e camicie a maniche corte con blazer, terribili. Si trattava comunque di un look in qualche modo conservatore. La gente ballava ancora il liscio e poi è arrivato il rock ’n’ roll!

Jeans in tutte le variazioni, hot pants e minigonne. Sono anche per lei i capi salienti degli anni ‘60?

Per me, sono i colori appariscenti. Gli anni ‘60, in cui regnava una sensazione di libertà, arrivò la pillola e con Mary Quant la minigonna. È stata una cosa fantastica per le donne e anche per gli uomini, ovviamente (ride). Il corpo era improvvisamente al centro dell’attenzione. Gli uomini erano affascinanti. E con Twiggy nasce la prima top model. La vita era così: «Wow, puoi fare e indossare ciò che vuoi e puoi divertirti nella vita». Proprio come dice Chubby Checker con Let’s Twist again ...

La settimana prossima continueremo con gli anni ‘70, ‘80 e ‘90.

Se siete interessati ai classici delle rispettive epoche, leggete il nostro articolo: «Abiti iconici, ancora oggi indispensabili».

Grazie mille per l‘intervista!

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