Come prendersi cura di cactus e succulente
Godetevi le vostre piante a lungo
Sebbene cactus e succulente siano resistenti e poco esigenti, non è sempre facile prendersene cura. Ecco quindi i nostri consigli pratici sul substrato e la posizione ideali, il fabbisogno idrico e di fertilizzanti, la propagazione e lo svernamento.
Il terriccio e la posizione ideali
Chi desidera prendersi cura correttamente di cactus o succulente dovrebbe tenere conto delle loro diverse esigenze in termini di terra e luce in base a specie e provenienza. Per molte piante è indicato il terriccio per cactus e succulente disponibile in commercio, che è morbido e permeabile all’acqua e all’aria. In alternativa, il terriccio può essere mescolato con componenti minerali come pomice o sabbia di quarzo. È importante ricordare che alcune specie preferiscono una maggiore percentuale di humus, mentre altre un substrato più minerale. Scegliete poi un vaso o una fioriera con foro di scolo, in modo che l’acqua in eccesso possa defluire.
La maggior parte di succulente e cactus predilige una posizione molto calda e luminosa. Le piante d’appartamento che non tollerano il sole cocente di mezzogiorno si trovano meglio su finestre rivolte a est o a ovest. Evitate sempre le correnti d’aria. Le condizioni ideali per la posizione sono di solito riportate sull’etichetta della pianta.
Curare e annaffiare correttamente le succulente
Nella cura delle succulente, l’annaffiatura svolge un ruolo chiave: le piante immagazzinano acqua nelle foglie, nei fusti o nelle radici e quindi non hanno bisogno di essere bagnate ogni giorno. La frequenza con cui annaffiare dipende anche dalle dimensioni della pianta e del vaso, dalla posizione e dalla stagione. Gli esemplari più piccoli in genere hanno bisogno di acqua più spesso rispetto a quelli grandi. Durante il riposo invernale, il fabbisogno d’acqua in generale diminuisce.
Prima di annaffiare molti cactus, è necessario che il substrato sia completamente asciutto. È meglio annaffiare i cactus di rado, ma abbondantemente. In alternativa, è possibile immergere il vaso in acqua povera di calcare o piovana fino a impregnare il substrato e poi lasciarlo sgocciolare per bene. Lo stesso procedimento vale per molte altre specie di succulente. Per le succulente fogliari è consigliabile versare l’acqua direttamente sul terriccio poiché, con le foglie bagnate, alcune specie tendono a imbrunirsi.
Particolarmente problematico per le succulente è il ristagno d’acqua: se le piante rimangono a lungo immerse, le radici possono marcire. Per un buon drenaggio, disponete frammenti di argilla sul fondo del vaso, in modo che il terriccio non ostruisca i fori di scolo. Fate sempre defluire tutta l’acqua in eccesso e svuotate subito sottovasi o portavasi.
A cosa prestare attenzione quando si concimano, rinvasano o propagano i cactus
Anche se succulente e cactus necessitano di poche sostanze nutritive, è consigliabile concimarli di tanto in tanto. Durante la fase di crescita, è meglio usare un apposito fertilizzante. Per quanto riguarda la frequenza e il dosaggio, attenetevi alle indicazioni riportate sulla confezione per evitare danni da sovradosaggio.
Anche se trattate con cura, di tanto in tanto queste piante necessitano di un nuovo substrato ed eventualmente di un vaso più grande. È consigliabile ad es. rinvasare i cactus se le loro radici fuoriescono dai fori di scolo, se la pianta rischia di ribaltarsi o se il terreno si è addensato e impoverito. Scegliete quindi un vaso più grande di pochi centimetri e, per le specie spinose, indossate guanti resistenti.
Molte succulente si propagano semplicemente attraverso piccole piante figlie, i cosiddetti polloni. Staccateli, lasciate asciugare la superficie di taglio e piantateli in un vaso a parte. Per alcuni cactus è possibile tagliare un germoglio laterale sano e usarlo come talea. Lasciate asciugare la superficie di taglio per una o due settimane prima di piantarla in un terriccio asciutto e nebulizzatela appena con acqua tiepida. In molte succulente fogliari, una nuova pianta può crescere anche da una foglia precedentemente essiccata.
Come aiutare cactus e succulente a superare l’inverno
Molte specie sono sensibili al gelo. Per questo la loro posizione cambia con le stagioni: molte possono trascorrere l’estate all’aperto, ma devono essere rientrate in tempo per svernare. beneficiano dell’aria fresca e delle temperature notturne più basse, il che può favorire la fioritura delle specie in fiore. A seconda delle esigenze di luce, scegliete un luogo soleggiato o in penombra, possibilmente al riparo dalla pioggia.
Se e quando una specie ha bisogno di riposo dipende dalla sua origine. Molte specie preferiscono svernare alla luce e al fresco, mentre altre hanno bisogno di stare al caldo tutto l’anno. Durante il riposo invernale, a seconda della specie e delle sue esigenze, riducete o azzerate l’apporto d’acqua ed evitate del tutto il concime.
Per curare cactus e succulente invernali in giardino, non è necessario trasferirli in casa, poiché possono rimanere all’aperto durante la stagione fredda. Molti tollerano meglio il gelo dell’umidità persistente, quindi è consigliabile proteggerli dalla pioggia e dall’umidità invernale. Per alcune specie può essere utile una protezione aggiuntiva in caso di forti gelate.
Malattie e parassiti delle succulente
Anche le piante resistenti hanno bisogno di attenzioni periodiche. Controllare regolarmente cactus e succulente permette di curarli al meglio e di individuare tempestivamente malattie o parassiti.
Zone gialle, rosse o marroni e molli possono indicare errori nella cura o nella scelta della posizione, ma anche malattie. Uno strato marrone compatto che si forma lentamente sul fusto di un cactus è talvolta una suberificazione naturale. Macchie rotonde, infossate e corrugate possono invece formarsi a causa dell’antracnosi. Punti vitrei e morbidi indicano la putrefazione, che può interessare anche le radici, spesso scure e fangose. Le piante malate dovrebbero essere isolate, le parti infestate rimosse con un utensile pulito e gli esemplari con radici danneggiate rinvasati in substrato fresco.
Tra i parassiti più comuni vi sono le cocciniglie farinose e cotonose, i tetranichidi e gli sciaridi. Le cocciniglie cotonose assomigliano a piccoli batuffoli di cotone, quelle farinose lasciano spesso escrementi appiccicosi e i tetranichidi sottili filamenti. Gli sciaridi sono piccoli moscerini neri le cui larve vivono in terreni umidi e danneggiano le radici. Isolate le piante infestate e individuate innanzitutto il parassita per combatterlo in modo mirato.